Sabato 8 giugno alle ore 10.30, a Roma presso la Biblioteca Laurentina - Elsa Morante (zona Eur) si aprono i cancelli alla cultura ed alla voglia di esserci.
Un vasto programma di eventi organizzato da Emilio Brancadoro per il Gruppo Facebook TraLeRighe con la collaborazione di Silvana Carolla e di tutto lo staff dell'Associazione Eterna.
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Daniela Merola, tra gli autori che parteciperanno all'evento.
Autrice di:
Marta, un soffio di vita
|clicca sul titolo per acquistarlo|Editore: LFA Publisher
220 pagine
Data di uscita: 8 febbraio 2019
Copertina flessibile
Prezzo: 16,50 euro
Trama
Marta Renzulli è una donna realizzata nella professione con un matrimonio fallito alle spalle. Ha avuto una gioventù difficile caratterizzata da incomprensioni e mancanza d’amore da parte dei genitori. Questo l’ha portata ad una instabilità emotiva che l’ha portata ad atti autolesionistici.
Decide di ritornare al suo paese d’origine per riflettere sulla sua vita, mettendo in stand by il suo lavoro, ma viene investita da una altra grande delusione: i suoi genitori l’ hanno esclusa dal testamento. È un duro colpo per lei. La vita di Marta viene scombussolata di nuovo. Sarà l’affetto dei nuovi amici Alfio e Alfia e un nuovo amore con il veterinario del paese, un uomo caparbio che comprenderà gli affanni mentali di Marta, che la aiuteranno a desistere dall’autodistruzione. Una sorpresa finale le darà modo di trovare il suo soffio di vita.
Una donna alla ricerca di sé, un tormento che non le da tregua, un ex marito, una cavalla che adora, il paese d’origine, un nuovo amore, una sorpresa finale.L'anaffettività autodistruttviva nel romanzo
Marta, un soffio di vita è la storia di un'anaffettività autodistruttiva che non trova pace.
È la storia di Marta, una donna inseguita dai suoi fantasmi mentali e con una rabbia ed ira dentro che la divora ogni giorno di più. L’anaffettività che ha vissuto nella sua infanzia e giovinezza la portano ad annientarsi in rapporti sentimentali squilibrati e a cercare approvazioni che non colmano questo suo vuoto affettivo ed emotivo. L’autodistruzione domina la sua esistenza e la portano a commettere molti errori. Appesa tenacemente ad un flebile soffio di vita Marta fino alla fine lotterà per trovare un equilibrio che la possa far rinsavire. È un romanzo crudo, scarno, senza fronzoli narrativi, denso di dialoghi inerenti al racconto, chiuso nell’immediatezza della descrizione dei sentimenti non concede spazio ad orpelli esterni. Tutto ciò permette al lettore di entrare immediatamente nel vivo del racconto e vivere le emozioni insieme alla protagonista che lotta per affermare il suo essere viva e razionale che troppo spesso ha smarrito. Marta, un soffio di vita regala colpi di scena fino all’ultima pagina perché racconta argomenti come la ricerca di un equilibrio psico-fisico che molte donne perdono per tante ragioni, un libro che racconta la depressione autolesionistica che molte donne combattono e da cui sono divorate.
Il passato è rinchiuso in un cassetto che non vale più la pena riaprire.Estratti
Quella donna nascondeva la verità ma doveva costringerla a farla parlare. Perché doveva nasconderle la verità sul testamento, su un qualcosa che aveva architettato la dott.ssa Mora per farsi intestare tutti i beni. Non riusciva a spiegarselo, ma sapeva che le cose stavano così.
La luce della luna entrava parzialmente nella super stalla la cui porta di ingresso Marta aveva lasciato socchiusa. Faceva abbastanza caldo, il cielo prometteva bene e la luna illuminava il grande spazio dinanzi la super stalla ed entrava fin dentro. Marta si stava preparando per partire per Varese l’indomani sera. Avrebbe alloggiato in un hotel che aveva prenotato sempre lì anche se nell’email Gisone voleva che lei stesse nella sua casa che condivideva con la compagna. Ma lei aveva preferito di no.
Prefazione di Vincenza D’Esculapio.
Marta, giovane donna in carriera, un matrimonio fallito alle spalle, un solo grande amore per
Audacia , la sua cavalla, che prende nel suo cuore il posto di un’assenza lacerante. Un’eredità cui non intende assolutamente rinunciare. Personaggi positivi e negativi che le ruotano intorno.
Avventure passeggere e forse un nuovo amore con cui condividere ancora la sua vita. Questi gli ingredienti della storia. Un feuilleton? Assolutamente no. Al lettore attento non sfuggirà che già il titolo ,”Marta, un soffio di vita”, racchiude il senso di tutto il romanzo ovvero la storia del viaggio di un’anima fragile alla ricerca di sé, troppo presto smarritasi nei cunicoli di un’esistenza complicata e affannosa, solo a tratti apparentemente felice. In un andirivieni nel tempo e nello spazio l’autrice ci accompagna nel viaggio reale e metaforico che Marta compie per affrancarsi da coloro che, pur amandola, la volevano succube e passiva al loro volere. Una ricerca che parte da lontano. Al tempo della sua infanzia e della sua adolescenza quando il rapporto primario s’infrange sugli scogli aguzzi dell’incomunicabilità, dell’incomprensione. Esuberanza, vitalità, estrosità vengono soffocate fino alle estreme conseguenze di un autolesionismo fisico e psicologico, che segnerà la strada per la rottura definitiva con il mondo genitoriale. Una ricerca che la induce a riguardare di nuovo indietro nel tempo e al rapporto con l’ uomo che, sposandola, l’ha sottratta allo spazio reale di un microcosmo chiuso e retrogrado, il piccolo paese di Monteventoso, per condurla nel macrocosmo di lusso e benessere della grande metropoli per eccellenza: Milano. Con lui vivrà un rapporto di amore – odio dalle tinte forti, di un erotismo che sfiora la violenza e mortifica la sua sensibilità di donna nella pienezza della sua femminilità. Come a chiudere un cerchio, la ricerca del suo sé la riporta nel paese d’origine. Lì ritroverà, quasi immutato, tutto un mondo rimosso. La casa paterna, il cimitero, il vecchio bar e poi i volti di un tempo che le racconteranno una parte di vita da lei non vissuta e che la sosterranno e l’accompagneranno verso l’epilogo della storia. La prosa ,moderna e scattante , riflette perfettamente la protagonista e il suo vissuto. Il linguaggio è quotidiano, asciutto, dagli accenti realistici, che talvolta diventano crudi fino a sfiorare il cinismo. Non mancano pagine di velato rimpianto e tenerezza per il remoto passato che le ha segnato la vita. Marcel Proust nel Tempo ritrovato, definisce l’opera di uno scrittore “una specie di strumento ottico” che permette a chi legge “di discernere quello che, senza libro, non avrebbe visto in sé”. Il romanzo di Daniela Merola mi è apparso così, una lente d’ingrandimento sulle fragilità umane che spesso, al di là dell’età in cui si manifestano, vengono sottaciute o ignorate.
Recensione della Dr.ssa Maria Teresa De Donato (Naturopata, Life Strategist, Autrice)
“Panta rei” – tuttoscorre – dicevano gli antichi Greci. Tutto scorre proprio come in questo romanzo: un romanzo dal linguaggio immediato, a volte crudo e persino cinico,dai ritmi incalzanti, quasi nevrotici, da fiume in piena. Un romanzo fiction altamente allegorico in cui Marta Renzulli non è solo la protagonista. Marta Renzulli incarna un’intera umanità, è la metafora di un mondo che, viaggiando alla velocità della luce, si dibatte tra un continuo desiderio di avanzare verso l’ignoto per raggiungere mete altrimenti irraggiungibili e la rabbia, mista al rimpianto, per un passato a cui guarda con nostalgia per come avrebbe potuto essere, ma non è stato. Da ciò scaturisce il perenne tentativo di raggiungere un equilibrio tra ciò che viene percepito come il proprio sé, come l’essenza più profonda del proprio essere e ciò che il mondo offre o costringe ad essere con le sue regole dei giochi. Un atteggiamento ed un sentimento ‘decadenti’, quasi ‘crepuscolari’ emergono attraverso l’analisi dell’amore e, al tempo stesso, del rigetto verso la cultura natia, una cultura paesana, considerate bigotta e restrittiva che la protagonista del romanzo odia perché sente contraria alla sua personalità, al suo desiderio di libertà, alla sua voglia di conoscere, di esplorare il mondo, di mettersi in gioco, da un lato, e a cui guarda dall’altro con malinconia, con rammarico per essere stata costretta a lasciare quei luoghi che comunque, in un angolo nascosto del proprio animo, ha amato e che le mancano. Tutto scorre. Tutto cambia: drasticamente ed altrettanto improvvisamente in un quadro generale dove la precarietà regna sovrana nei rapporti sia familiari sia di coppia che si svuotano di ogni forma e sostanza nella società del nulla. Nel vortice di un’angoscia esistenziale che porta la protagonista a fuggire da un luogo all’altro e da una situazione all’altra quando in realtà sta fuggendo solo da se stessa, diventa fondamentale rimpossessarsi del “soffio di vita” che ognuno ha in sé. La perenne corsa verso una meta che non si è in grado di identificare e la cui mancanza fa sentire terribilmente soli, incapaci di trovare il proprio posto nel mondo, porta ad un tale livello di alienazione da spingere ad un comportamento altamente distruttivo, mentre si cerca a lungo di rincorrere un treno su cui sembra non si riesca mai a salire. Tuttavia la soluzione di questo grande disagio, di tutti i problemi, reali o percepiti come tali, è paradossalmente semplice, facile da realizzare e sotto gli occhi di tutti: essere amati in maniera incondizionata, capiti ed apprezzati.
L'autrice
Nata a Napoli , maturità al liceo classico Garibaldi, laurea in lettere moderne presso la Federico II. Master di inglese presso la American studies center. Ha studiato la lingua spagnola fermandosi però al primo livello. Ha un diploma di maestra d’asilo. Si è subito interessata di comunicazione ed informazione sin da ragazza creando con una amica di Livorno la fanzine “new power generation” dedicata alla rockstar Prince e ne ha curato tutta la lavorazione, dall’impaginazione alle risposte ai fans, ai contatti con i manager inglesi e americani del divo. Ha frequentato un corso di editoria presso il “centro studi italiano” a Napoli con il service editoriale “talento letterario” vincendo uno stage come ufficio stampa per l’associazione culturale “librincircolo”. Ha frequentato un corso di dizione e doppiaggio partecipando anche ad alcuni jingle radiofonici . Ha curato l’ufficio stampa per alcuni scrittori e altri professionisti dello spettacolo e per il teatro anfitrione di Roma. Giornalista pubblicista ha lavorato per testate giornalistiche come primapaginaonline.it, blasting news,newsly.it, ragguagliami.org. Ha organizzato eventi culturali a Napoli e Roma e fatto ufficio stampa per il bookmob dell’associazione culturale “librincircolo”. Ha ideato i format occasioni d’inchiostro, libridine a teatro, libridinebooksharing, unlibrosospeso, parlandosimpara, golfo e sfogliatella, “donne
a confronto 2.0. Si occupa di editoria, teatro, cinema, eventi culturali in genere. È anche
organizzatrice e presentatrice di eventi. Ha un suo blog molto seguito, danielamerola.wordpress.com. Fa parte dell’Associazione culturale “centro agape” dove organizza presentazioni, eventi e workshop. Ha partecipato a vari premi letterari ricevendo una menzione d’onore per il premio “emozioni 2018” dell’associazione “eterna edizioni” con il racconto Il silenzio del cuore. Ha pubblicato a febbraio 2019 con LFA publisher il primo romanzo Marta, un soffio di vita da cui spera si possa trarre un film. È stata finalista al premio “parole sotto l’albero” 2018 con il racconto Favole della luce. Ha organizzato a Palazzo Reale di Napoli l’evento Napoli, vulcano di positività per la piattaforma “the bright side”. Fa parte del progetto editoriale Tra le righe di Roma con il quale organizza eventi di promozione editoriale come Sulle note del tuo libro. Blogger, scrittrice e sceneggiatrice, fa parte della giuria del Premio letterario Terre di Guido Cavani e della giuria del premio letterario Fondazione premio Napoli. Ha partecipato a numerosi premi giornalistici. Si sta ora occupando della stesura di un thriller insieme ad un amico attore e del suo secondo romanzo.
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Mi colpiscono molto gli estratti e il tema trattato all'interno del libro, detto ciò finisce direttamente in WL.
RispondiEliminaNon mi ispira molto la storia.. non lo so non i ha colpita particolarmente.. però dagli estratti sembra esser scritto bene!
RispondiEliminaNon mi ha colpita molto, non è un genere che mi piace molto e non credo che lo leggerò..
RispondiEliminaNon sembra un cattivo libro, anzi, sembra davvero pensato e studiato. Però non so, c'è qualcosa che non me lo fa piacere abbastanza. Sembra un po', permettimi, pesante forse, ma ovviamente intendo ai miei occhi.
RispondiEliminaMmh non so, sembra un libro interessante però non penso che lo leggerò, almeno per i miei gusti di lettura
RispondiEliminaahhh la copertina e la trama mi piacciono tantooo
RispondiEliminaLa cover è stupenda! Per il momento non credo lo leggerò, ma mai dire mai perché un pochino l'ho trovato interessante ma per il momento non così tanto da acquistarlo
RispondiEliminaNon é il mio genere, ma sicuramente un romanzo impegnativo e che fa riflettere.
RispondiEliminaParticolarissimo, non sentivo di un libro del genere da un sacco di tempo e mi ispira da morire! 😍😍
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